The Mandalorian: guida al Capitolo 14 “La Tragedia”

Il nuovo episodio della serie tv stravolge gli eventi tra colpi di scena e graditi ritorni

Come ogni venerdi arriva un nuovo episodio di The Mandalorian e il Capitolo 14 “La Tragedia” ci porta in una vera e proprio tragedia di eventi. Il nuovo episodio diretto da Robert Rodriguez è una puntata piena di azione, colpi di scena, grandi ritorni e sequenze che ci urlare di gioia. Detto ciò, entriamo nell’ordine e capiamo bene cosa abbiamo visto. L’episodio dura meno degli altri, ben 32 minuti ed è una delle puntate più corte della stagione ma come suggerisce il titolo, non c’è un istante di pausa.

La gestione dell’episodio è eccezionale soprattutto perchè non è mai fine a se stessa ma è legata ad archi dei personaggi. Uno dei pregi è l’alternanza dei toni: momenti intimi, sequenze action e scene drammatiche da spezzare il cuore. Il titolo fa riferimento a due eventi, uno prevedibile diciamo, l’altro decisamente no. Il difetto di questo episodio? Ci lascia con un finale aperto, clamoroso, inaspettato, con l’assoluta voglia di scoprire cosa succederà nei prossimi episodi e che ci lancia verso gli ultimi due capitoli.

Se pensavate in un episodio “filler” vi sbagliate perchè la Razor Crest atterra su Tython cercando di portare Grogu nell’antico tempio Jedi del pianeta, come ha suggerito Ahsoka Tano. Vi abbiamo già detto che Tython è una vecchia conoscenza ed è uno dei pianeti considerati la culla dell’Ordine Jedi, insieme a Jedha, Coruscant e Ahch-To.

La puntata si apre con la Razor Crest in fase di atterraggio su Tython. L’obiettivo Din Djarin è quello di portare il bambino, Grogu, nell’antico tempio jedi del pianeta, come suggeritogli da Ahsoka Tano. Il tempio è poco più di un rude anche se molto somigliante alla versione di Legends. Inizialmente la pietra non si attiva, lo fa poco dopo illuminando le antiche rune un po’ come già visto in Star Wars Jedi: Fallen Order e proietta uno scudo intorno al piccolo Grogu che lo protegge. Mentre Din cerca di capire cosa sta succedendo, la sua attenzione si rivolge su una nuova minaccia.

L’astronave è ben riconoscibile e sicuramente anche voi sarete balzati in aria dall’euforia: la Slave 1 di Boba Fett. Il mandaloriano si ritrova faccia a faccia con l’uomo misterioso, dal viso sfregiato e con profonde cicatrici. Din non ha idea di chi ha davanti, uno dei più letali cacciatori di taglie mai visto e non è solo, perchè insieme ritroviamo Fennec Shand, letale assassina scomparsa nel Capitolo 5.

Boba Fett ha deciso di seguire Din per recuperare la sua armatura, in possesso del mandaloriano recuperata da Cobb Vanth. Din chiede se è un mandalorian e qui arriva una frase che sicuramente abbiamo riconosciuto:

“Cerco modestamente di farmi strada nell’universo”

La stessa citazione del padre Jango in Episodio II. Boba rivela che suo padre ricevette l’armatura dai mandaloriani e qui cambierebbe tutto perchè Jango Fett potrebbe finalmente essere considerato un mandaloriano a tutti gli effetti, facendo chiarezza sulla sua situazione. Il dialogo tra i tre prosegue ma ad un certo punto arrivano due navi degli assaltatori e i tre personaggi devono fronteggiarli, oltre a difendere Grogu ancora avvolto dal campo di Forza.

 

Inizia quindi una lunghissima sequenza d’azione e il lavoro di regia nella gestione di Boba è meravigliosa: riesce a catturarti creando tensione, epicità e il ritorno di Boba con tanto della propria armatura è da brividi, mostrando fin da subito tutto il suo potere. Nel finale però arriva la prima tragedia: arriva la nave imperiale di Moff Gideon che distrugge la Razor Crest, ma non la cosa peggiore. Appena svanisce il campo che protegge Grogu, vengono lanciati quattro Dark Trooper con il compito di rapire il bambino, cosa che riescono a fare.

Boba sale a bordo della Slave I per inseguirli e raggiunge l’incrociatore con la citazione epica: “Sono tornati? L’Impero? A mio parere un richiamo al titolo del film con cui abbiamo visto Boba in azione, l’Impero Colpisce Ancora. Se ci pensate “sono tornati” è They’re back mentre l’Impero è The Empire, quindi The Empire Strikes Back (L’Impero Colpisce Ancora).

L’incrociatore sparisce nell’iper spazio e Din cerca di recuperare il possibile dai resti della Razor: oltre al pomello caro a Grogu (volevo piangere) trova anche la lancia Beskar dell’episodio precedente. Qui Boba rivela il suo codice a catena, codificato nella sua armatura, spiegando che suo padre era un trovatello che ha combattuto anche nelle Guerre Civili Mandaloriane, cosa che permette di avere il diritto dell’armatura. Ma Boba rivela ance che il patto non è concluso: finchè Din non ritroverà Grogu, Boba e Fennec saranno in debito con lui e così il trio vola su Nevarro, da Cara Dune per aiuto. Din chiede di rintracciare Migs Mayfeld, mercenario visto nel Capitolo 6, exi tiratore scelto dell’Impero che sta scontando una condanna di 50 anni nei campi di Karthon. Din vuole liberarlo per rintracciare l’incrociatore e recuperare Grogu.

Per ultimo, saliamo a bordo della nave e vediamo due stormtrooper che vengono sconfitti da Grogu ma il piccolo cede allo sforzo e non riesce a contrastare Gideon, che oltretutto ripropone la Dark Saber. Le sue ultime parole sono rivolte ad un ufficiale di contattare il Dottor Pershing per riprendere gli esperimenti.

Di riferimenti rispetto agli episodi ce ne sono pochi effettivamente ma notiamo due dettagli: l’arma a bastone di Boba che si chiama Gaderffii, arma bianca dei predoni Tusken e i Mortal Trooper, specializzati nell’utilizzo dell’artiglieria.

Come già detto, l’episodio è pieno di movimento, azione, ti strazia il cuore, insomma… più che La Tragedia si potrebbe dire Le Tragedie, ma i fan possono essere contenti poichè finalmente abbiamo rivisto Boba Fett in azione e a quanto pare lo rivedremo ancora. La domanda però è una sola: chi ha percepito Grogu?

 

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