The Bad Batch: un sali e scendi tra speranze per il futuro e delusioni della prima stagione

Ora che la prima stagione è uscita, facciamo un'analisi a mente fresca su cosa abbiamo visto

Per chi segue le live di Comics Universe, ormai avrete capito che sono una persona molto diretta, senza troppi giri di parole: The Bad Batch non mi ha convinto. Dai, diciamolo apertamente, una serie che ci è stata presentata con un enorme potenziale, con una trama interessantissima grazie alla sua ambientazione, con personaggi interessanti e con un prodotto che fa da collegamento con gli altri prodotti di Star Wars. Buone le intenzioni, ma pessimi i risultati, considerando anche che la serie è stata arricchita di dichiarazioni da parte dei produttori amplificando il suo potere. Ecco la mia preferita in assoluto:

“Dall’ottavo episodio in poi vedremo episodi con enormi colpi di scena, rimarrete senza fiato in ogni episodio.”

Beh, peccato che non è andata così, oltretutto ha esordito con il retcon di Kanan ad inizio puntata che ha scatenato molte polemiche. Spesso si esagera, ma certe cose vanno preservate e lo Story Group non può semplicemente osservare e dare solo delle linee guida. Ripeto, le idee sono ottime, ma il problema è stata la realizzazione, considerando che gli episodi più interessanti sono dove appare l’Impero, quell’Impero che doveva essere mostrato di più e che invece ha avuto pochi momenti di gloria. Perchè la serie doveva mostrarci la Clone Force 99 che doveva fare una scelta ma per quasi più della metà della stagione non abbiamo capito dove volevano andare. Sedici episodi e ancora senza un’idea?

I problemi cominciano con la narrazione, elemento importante in un prodotto ma che qui tende ad essere assolutamente ripetitiva, adagiandosi su schemi già utilizzati in passato e da altre serie. Perchè Hunter e Omega sono la copia di Din Djarin e Grogu e tale legame viene evidenziato più volte ma che non fa mai veramente un passo in avanti. Va bene copiare, ma il problema è stata la mancanza di originalità che avrebbe permesso alla serie di trovare la propria identità e senza aggrapparsi troppo ad altri. Viene introdotto il problema del chip dei cloni, solo che nessuno ha capito come funziona veramente, perchè alcuni obbediscono all’Impero, altri no, Wrecker che subisce i danni per 10 minuti è un peccato, sarebbe stato uno spunto interessantissimo per la trama.

Non ci provano ad osare, ogni episodio è fine a se stesso. Non è un dramma, alla fine The Mandalorian funzionava, il problema è che in The Mandalorian abbiamo temuto per i personaggi, qui invece già sapevi che tutto si sarebbe risolto per il meglio, senza difficoltà e ci sarebbe stato il lieto fine. Troppo buonismo, zero drammi, zero colpi forte ed emotivi. Ci avevo creduto nel quindicesimo episodio ma il finale è stato molto piatto, scontato e un finale che ha azzerato le speranze di vedere una morte che avrebbe dato valore per la seconda stagione. Ci sono state però cose buone, seppur minime: quando ci facevano mostrare l’Impero, era interessante vedere come hanno iniziato a sottomettere i sistemi, il reclutamento e la via dell’abbandono dei cloni per dare spazio ai volontari civili. Non erano male le puntate dove facevano i mercenari, ma troppe e soprattutto ripetitive.

Non abbiamo potuto avere empatia con la Clone Force 99 durante The Clone Wars, ovviamente non erano i protagonisti… non ne abbiamo avuta neanche nella loro serie tv. In genere assistiamo sempre ad una crescita emotiva dei protagonisti, cambiamenti nei loro comportamenti per poi poter entrare in contatto con loro puntata dopo puntata. Zero. Niente. Nessun cambiamento, tutto rimane così, anzi che c’è Omega che porta un po’ di umanità nella squadra. Sono soldati però, fino all’altro giorno combattevano e ora si ritrovano sperduti in una galassia che cambia. Ci può stare che non si mettono a fare grossi cambiamenti, ma quel minimo non c’è stato.

L’incapacità di creare personaggi con più sfumature è grave, ci si affida solo a delle macchiette stereotipate, facendo passare la voglia di interessarsi a loro. Non si teme per la loro vita, non hai paura, non tifi, perchè tanto sai già cosa accadrà e che loro ce la faranno. Paradossalmente è stato più piacevole legarsi a personaggi come Hera o Rex che al senso di paternità di Hunter. I personaggi secondari sono quelli che hanno tenuto viva la serie: solo la presenza di Fennec Shand o Cad Bane ha acceso in noi qualcosa, le origini di Hera, il ritorno di Rex che li aiuta con il chip. Tutto bello, peccato che sono tutti personaggi secondari. Manca una sua identità marcata, uno stile tutto suo, ripetendo gli schemi di The Mandalorian e lo stile di The Clone Wars, rimanendo sospesa nel mezzo.

Attenzione però, perchè ci sono anche dei pregi in questo prodotto. L’idea di vedere il passaggio tra Repubblica e Impero è interessante, perchè vediamo qualcosa che abbiamo sempre immaginato e poco visto in un prodotto visivo. Avrei preferito vedere più episodi ma per il momento possiamo accontentarci, sperando di vedere qualcosa di più durante la seconda stagione.

Il vero bilancio emotivo, come già detto, è Omega. Un personaggio da cui ripartire, colei che ha dato profondità e spessore alla serie e che ci fa ben sperare per la seconda stagione.  Insomma, abbiamo iniziato la prima stagione domandandoci la strada che avrebbero preso i personaggi, o Mercenari o ribelli, la stessa domanda che mi sono posto pensando alla seconda stagione. Insomma, tante potenzialità sprecate, tante speranze per il futuro sperando che Filoni e company abbiamo capito i problemi riscontrati dai fan e che si decida di invertire la rotta per la stagione in arrivo nel 2022.

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