Star Wars Jedi: Fallen Order, il narrative lead rivela alcune interessanti curiosità sul gioco

Tra pochi giorni esce il nuovo titolo di Star Wars.

Pronti ad immergervi in questa nuova avventura spaziale.

Mancano ormai veramente pochi giorni all’uscita di Star Wars Jedi: Fallen Order, titolo di Respawn Entertainment e pubblicato da Electronic Arts che si piazza tra Episodio III ed Episodio IV, impersonando un giovane Padawan scampato dall’Ordine 66. In una recente intervista il narrative lead del progetto, Aaron Contreras, ha rivelato alcune novità interessanti:

“In quanto responsabile della narrativa del gioco, ho divorato tutto quello ho trovato su Star Wars. C’è ancora qualcosa che mi manca, specialmente nell’universo espanso. Ma ho visto ogni film almeno 10 o 20 volte mentre stavamo realizzando il gioco, senza contare tutte le volte precedenti visto che ero già un fan. Stesso discorso per The Clone Wars e Rebels. Ho visto più o meno tutto quello che è uscito di recente. Ci siamo completamente immersi. Ho giocato probabilmente tutti i giochi di Star Wars principali, e molti di quelli più piccoli.

Abbiamo rigiocato molti di questi come riferimento. Quindi ci siamo completamente immersi nel lore. Inoltre abbiamo guardato alle ispirazioni e alle influenze. Sappiamo che George Lucas è stato pesantemente ispirato da Kurosawa e La fortezza nascosta, oppure Joseph Campbell e il Monomito o L’eroe dai mille volti. Con il team narrativo, ho cercato di leggere tutti questi materiali, di recuperare le fonti e poi ho stimolato il mio team a fare lo stesso, così da provare a capire quello che Lucas stava pensando quando ha creato Star Wars. E non soltanto a Star Wars.”

Nel gioco sono state fatte delle modiche su un personaggio a causa dell’estrema somiglianza con un personaggio visto nello spin-off Solo:

“È un’enorme coincidenza. Ci sono molte coincidenze che si presentano con Star Wars visto che ormai sono 40 anni che le persone ci lavorano. Mentre stavamo lavorando a Fallen Order è arrivato Solo: aveva Rio, un personaggio con quattro braccia che faceva il pilota di navi. E contemporaneamente noi, che non avevamo idea di cosa stesse accadendo con Solo, avevamo creato Greez, anche lui un pilota di navi con quattro braccia.

Per un po’ c’è stato un po’ di nervosismo perché Rio era il personaggio di un film e pensavamo che avremmo dovuto cambiare il design di Greez. Ma per fortuna, Lucasfilm ha capito che entrambi i personaggi avevano una propria identità, e così Greez ha potuto continuare a girare con le sue braccia multiple.”

Contreras infine giustifica la scelta di non poter menomare i singoli stormtrooper con la spada laser, polemica scoppiata nei giorni scorsi, facendo un appello alle scelte fatte in passato da Lucas stesso:

“Ogni decisione presa riguardo alle amputazioni è legata alla voglia di restare fedeli al brand di Star Wars. Basta guardare a quello che è stato fatto negli anni con Star Wars. Ancora una volta parliamo di 40 anni di contenuti, in cui c’erano regole diverse che appartenevano a tempi differenti.

Però se vedi al passato, Lucas ha usato le amputazioni solitamente per personaggi non umanoidi o non senzienti. A meno che non si trattava di un momento molto importante nella storia. Erano eventi particolarmente significativi quando si arrivava a quel livello. Quindi ci stiamo attenendo a quelle regole.”

 

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